Deepfake & Cybercrime: come proteggere aziende e amministrazioni dalle nuove truffe digitali

Immagine per Zero Trusted Network Access
Zero Trust: Un Modello di Sicurezza per le Aziende Moderne
13 Dicembre 2024
Immagine che rappresenta la sicurezza by design progettazione digitale
Sicurezza by Design: perché i progetti digitali falliscono senza un approccio orientato alla protezione dei dati
28 Novembre 2025
Immagine per Zero Trusted Network Access
Zero Trust: Un Modello di Sicurezza per le Aziende Moderne
13 Dicembre 2024
Immagine che rappresenta la sicurezza by design progettazione digitale
Sicurezza by Design: perché i progetti digitali falliscono senza un approccio orientato alla protezione dei dati
28 Novembre 2025

I deepfake non sono più solo un fenomeno da social o un problema etico legato alla disinformazione. Nel 2025 sono diventati uno degli strumenti preferiti dal cybercrime, con un impatto concreto e crescente su aziende e pubbliche amministrazioni. Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa, truffatori e gruppi organizzati riescono a manipolare voce, volto e identità di dirigenti e dipendenti con una precisione inquietante.

Il risultato? Truffe finanziarie, furti di dati e danni reputazionali difficili da individuare con i soli strumenti tradizionali di sicurezza informatica.

🔍 Cosa sono davvero i deepfake?

Un deepfake è un contenuto audio, video o fotografico generato tramite modelli di AI (spesso basati su reti generative avversarie, GAN), in grado di sostituire o imitare in modo credibile l’identità di una persona.

Le frodi più diffuse oggi includono:

  • Impersonificazione video durante call o meeting online

  • Simulazione vocale per ordini urgenti o richieste di pagamento

  • Creazione di documenti audio-video falsi per manipolare processi decisionali

  • Truffe ai fornitori con identità manipulate

Il rischio principale è che l’utente medio non riesce più a distinguere un contenuto reale da uno artificiale.

🆘 Come i deepfake potenziano le truffe digitali

L’unione tra social engineering e AI generativa sta creando attacchi molto più credibili.

1. Business Email Compromise (BEC) 2.0

Il vecchio “finto CEO” si evolve: non arriva solo un’email sospetta, ma una chiamata vocale identica alla voce dell’amministratore, o un video convincente realizzato ad hoc.

2. Manomissione di meeting istituzionali

Sono già documentati casi di sostituzione in videoconferenza: attaccanti usano avatar deepfake per fingersi dirigenti, funzionari o fornitori.

3. Truffe agli sportelli e nei servizi al cittadino

Nelle PA, il rischio riguarda:

  • attivazioni fraudolente di servizi

  • accesso a pratiche riservate

  • furto di identità digitale

4. Estorsioni e attacchi reputazionali

La capacità di creare video compromettenti falsi rende più semplice ricattare dirigenti, funzionari o

🛡️ Le contromisure: cosa devono fare aziende e PA

Contrastare i deepfake richiede un mix di tecnologia, processi e cultura interna.

1. Formazione sul Social Engineering (la difesa più efficace)

Il 90% degli attacchi deepfake funziona perché la vittima non sa che questo tipo di truffe esiste.
Serve un programma di formazione che includa:

  • esempi reali di deepfake audio/video

  • simulazioni interne

  • checklist operative per verificare le richieste urgenti

2. Policy di verifica a più canali

Mai autorizzare pagamenti o operazioni sensibili solo tramite email o solo tramite voce.
Introdurre verifiche obbligatorie tramite:

  • doppia conferma telefonica

  • messaggistica interna

  • strumenti di validazione vocale/video dedicati

3. Introduzione di sistemi di autenticazione avanzata

Per esempio:

  • biometria comportamentale

  • autenticazione continua in ambienti critici

  • strumenti di “liveness detection” per capire se un volto è reale

4. Limitare l’esposizione pubblica dei dirigenti

Il cybercrime sfrutta:

  • video pubblici

  • registrazioni di conferenze

  • interviste
    per generare modelli vocale e facciali.

Consigli:
✔ ridurre la pubblicazione di contenuti superflui
✔ adottare watermarking o filtri che degradano la qualità audio/video pubblica
✔ usare impostazioni privacy più restrittive

5. Monitoraggio e rilevamento tramite AI anti-deepfake

Oggi esistono strumenti in grado di:

  • analizzare micro-espressioni

  • rilevare incoerenze luminose

  • identificare pattern di sintesi tipici dell’AI

Sebbene non infallibili, aumentano la probabilità di individuare contenuti falsi.

📘 Linee guida operative per iniziare subito

Ecco cosa può mettere in pratica un’organizzazione già da domani:

  1. Aggiornare le policy di sicurezza includendo i deepfake come vettore di attacco.

  2. Creare una procedura di “seconda verifica” per ogni richiesta urgente.

  3. Formare i dipendenti con un modulo di 30–60 minuti sul tema.

  4. Proteggere le identità digitali dei vertici aziendali e dei funzionari.

  5. Implementare strumenti di monitoraggio AI per email, video e chiamate sospette.

🧠 Conclusioni

I deepfake rappresentano una delle minacce più insidiose del panorama cyber attuale. La tecnologia avanza rapidamente e, con essa, la capacità dei criminali di sfruttare l’AI per manipolare la percezione della realtà.

La difesa non è solo tecnologica: richiede processi più robusti, maggiore consapevolezza interna e nuove policy di verifica.
Chi si muove oggi, sarà molto più difficile da ingannare domani.